Cucinare in salute

5 aprile 2016 Anto59
Buongiorno, ho un problema con l'allergia al nichel di mio figlio. Abbiamo consultato una nutrizionista ed un'allergologa che ci hanno consegnato due liste diverse di alimenti proibiti; comunque ha eliminato totalmente i cibi ad alto contenuto del metallo ma non ha ottenuto risultati eclatanti. Continua con pancia gonfia, difficoltà di digestione, afte, sfoghi cutanei. Per sicurezza ha fatto esami del sangue e feci per controllare un'eventuale celiachia ma è risultato negativo. Tutte le analisi sono perfette. Cosa posso fare per aiutarlo ad eliminare, o alleviare, i suoi problemi? Grazie.
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Risposte (1)

7 aprile 2016 Dott. Giorgio Donegani
Gentile signora, l’allergia al nichel in genere si manifesta con dermatite o con orticaria per contatto diretto con il metallo o con composti che lo contengono. Il nichel, però, è presente anche in molti alimenti e la sua assunzione tramite il cibo può aggravare i sintomi. La prima regola da seguire è quella di non mangiare cibi in scatola, né cucinati in pentole smaltate o di alluminio (per cuocere si devono usare solo acciaio inox o vetro). Per quanto riguarda gli alimenti, il nichel è presente in quantità significativa in: cacao, fagioli, liquirizia, lenticchie, nocciole, arachidi, uova di gallina, aringhe, ostriche, funghi, lievito in polvere, cioccolato, piselli, asparagi, lattuga, margarina, cavoli, broccoli, cipolle, spinaci, carote, pomodori, uva, vino, granoturco, farina di grano integrale, pere, rabarbaro, tè. Non so se questi alimenti corrispondano a quelli delle liste che ha ricevuto e non vorrei confonderla ulteriormente. Tenga presente però che molte volte chi è allergico a una sostanza può esserlo anche ad altre, senza dimenticare le cosiddette pseudo allergie , legate alla sensibilità nei confronti di alimenti che contengono o stimolano la produzione di istamina. Se l’eliminazione degli alimenti potenzialmente contenente nichel e l’attenzione a evitare i contatti con questo metallo non sono sufficienti a risolvere la questione, le consiglio vivamente di sondare la possibilità che esistano altri agenti responsabili dei disturbi. Tenga presente che, anche se sono particolarmente lunghe e impegnative, le diete a eliminazione (basate sull’esclusione e sulla reintroduzione degli alimenti che si pensa possano nuocere) rimangono il metodo diagnostico più efficace. Un cordiale saluto

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